Alle pendici del Monte Baldo, a Caprino Veronese, è stata inaugurata la prima voliera aperta d’Italia per gli ibis eremita, una struttura pensata per accogliere, proteggere e favorire la riproduzione di una specie scomparsa dall’Europa da circa quattro secoli.

Il progetto nasce vicino al Parco Natura Viva, lungo la rotta migratoria che porta gli ibis eremita dall’Austria e dalla Germania verso la Toscana. I primi 6 esemplari sono già arrivati, mentre altri 6 ibis eremita li raggiungeranno nelle prossime settimane, formando così un primo nucleo di 6 coppie riproduttive.

Un rifugio sicuro lungo la rotta migratoria

La nuova struttura non è una semplice voliera, ma un vero e proprio “albergo” per ibis eremita: un luogo sicuro dove gli uccelli potranno fermarsi, alimentarsi, nidificare e allevare i propri pulcini.

La voliera è alta quasi 5 metri e si estende su una superficie di circa 100 metri quadrati. Al suo interno sono stati installati 12 nidi, pensati per ospitare più coppie, e 4 telecamere di sorveglianza che permetteranno allo staff di monitorare gli animali 24 ore su 24.

La posizione scelta, tra il Lago di Garda e il Monte Baldo, è strategica perché si trova lungo il percorso seguito dagli ibis durante la migrazione verso le aree di svernamento in Toscana.

Perché la voliera è importante

L’inaugurazione della voliera rappresenta una tappa fondamentale per il progetto di reintroduzione dell’ibis eremita, una specie oggi ancora molto fragile.

L’obiettivo è permettere ai pulcini nati nella struttura di unirsi agli ibis già reintrodotti in natura. In autunno, i giovani potranno seguire gli adulti durante la migrazione, imparando da loro la rotta verso la Toscana. In primavera, tornando nel luogo in cui sono nati, potranno formare nuove coppie e contribuire alla crescita della popolazione.

Nel medio periodo, la voliera potrebbe contribuire alla popolazione selvatica con almeno 30 giovani ibis eremita, diventando un punto di riferimento stabile per la specie in Italia.

Chi è l’ibis eremita

L’ibis eremita è un uccello raro e facilmente riconoscibile per il piumaggio scuro con riflessi metallici, il capo rosso privo di piume e il lungo becco ricurvo.

Un tempo viveva anche in Europa, ma è scomparso dal continente soprattutto a causa della caccia, della perdita di habitat e della pressione umana. Oggi il suo ritorno è possibile grazie a programmi scientifici di riproduzione, conservazione e reintroduzione in natura.

Uno degli aspetti più particolari del progetto riguarda la migrazione: gli ibis giovani devono imparare la rotta dagli adulti. Per questo, negli anni, alcuni esemplari sono stati accompagnati lungo il percorso da operatori specializzati a bordo di ultraleggeri, fino a quando la popolazione ha iniziato a migrare autonomamente.

Il ruolo di Openature Foundation

La voliera è stata realizzata da Openature Foundation ETS, ente di ricerca e conservazione legato al gruppo Openature. Il progetto vuole trasformare la conservazione in azioni concrete, contribuendo al ritorno in natura di una specie che l’uomo aveva fatto scomparire dall’Europa.

Restano ancora alcune minacce importanti, come il bracconaggio e l’elettrocuzione sui tralicci, ma la nascita di nuovi siti di nidificazione rappresenta un passo decisivo per rafforzare la popolazione selvatica.

Visite guidate gratuite su prenotazione

La nuova area potrà essere visitata gratuitamente, ma soltanto tramite visite guidate su prenotazione.

Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere a:

info@openaturefoundation.org

Una nuova speranza per la biodiversità europea

La prima voliera aperta d’Italia per gli ibis eremita non è solo una struttura innovativa: è un simbolo concreto di rinascita della biodiversità.

Ogni giovane nato a Caprino Veronese potrà contribuire al ritorno stabile dell’ibis eremita nei cieli europei. Dopo secoli di assenza, questa specie rara ha oggi una nuova possibilità di sopravvivenza, grazie alla collaborazione tra ricerca scientifica, parchi zoologici, conservazione e tutela del territorio.

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